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31/01/2017
Dalle Aziende 
BLF 100 - da Dicofarm
 

 

 

 

 

 

Integratore alimentare a base di Lattoferrina

• Senza additivi, conservanti, edulcoranti

• Senza glutine

BLF 100 è un prodotto a base di lattoferrina. Grazie alla sua formulazione priva di additivi, edulcoranti o conservanti, BLF 100 è particolarmente adatto all'uso nei più piccoli. La dose giornaliera di BLF 100 (1 bustina) apporta 100 mg di lattoferrina bovina. Assumere 1 bustina 1-2 volte al giorno, secondo necessità; sciogliere il contenuto della bustina in acqua, latte o altro liquido, mescolando bene. Per un uso corretto del prodotto si consiglia di sentire il parere del medico.

 

 

La lattoferrina, scoperta da Sorensen e Sorensen nel latte vaccino nel 1939, è una proteina normalmente presente nel latte umano con importante attività antinfettiva. La forma bovina ha il 77% di omologia con la lattoferrina umana ma una maggiore attività antimicrobica e immunomodulatoria. E’ una glicoproteina legante il ferro ed è una componente chiave nella riposta immunitaria alle infezioni; svolge un ruolo nelle difese immunitarie innate grazie all’azione antimicrobica e immunomodulatoria. E’ convertita dalla pepsina e dal basso pH dello stomaco in un potente peptide antimicrobico, la lattoferricina. Indirettamente, legando il ferro (2 siti di legame/molecola), la lattoferrina inibisce la crescita batterica, ferro dipendente, mentre prevenendo l’adesione dei batteri all’epitelio intestinale, ne impedisce la proliferazione (e la formazione di biofilm patogeno). L’attività immunomodulatoria si esplica attraverso la riduzione dell’infiammazione mediata dal TNF-alfa e da altre molecole proinfiammatorie e attraverso la modulazione della risposta immune indotta dalle infezioni e dallo shock settico [3].

La lattoferrina risulta particolarmente abbondante nel colostro (circa 6 mg/ml rispetto a circa 1 mg/ml nel latte materno). Le formule per lattanti a cui spesso si ricorre in caso di prematurità e/o basso peso alla nascita, pur rispondendo alle necessità nutrizionali del neonato con la finalità di mantenere un normale accrescimento, correggere e prevenire uno stato di malnutrizione proteico-calorica, possono risultare carenti di componenti naturalmente presenti nel latte materno, importanti per le difese naturali del neonato. I neonati pretermine e/o di basso peso alla nascita non allattati al seno possono quindi beneficiare della somministrazione di lattoferrina, già nelle prime fasi di vita sino ad alcune settimane o mesi dalla nascita [4].

I neonati di basso peso alla nascita (<1500 g; low birth weight, LBW) si caratterizzano per un’elevata incidenza (circa il 20%) delle infezioni tardive, oltre le 72 ore dalla nascita, che si associano ad alta mortalità, morbilità (enterocolite

necrotizzante o NEC, retinopatia o ROP e displasia broncopolmonare o BPD) e a danni neurologici [1-4]. La condizione si esacerba nei neonati di peso alla nascita estremamente basso (<1000g; very low birth weight, VLBW), per i quali la batteremia e la fungemia aumentano di gran lunga la probabilità di incorrere in deficit nel neurosviluppo. I neonati pretermine e/o di basso peso alla nascita mostrano un ritardo nel processo di colonizzazione intestinale della microflora, sono soggetti suscettibili per effetto dell’uso precoce degli antibiotici, della nutrizione parenterale e dell’utilizzo di dispositivi invasivi come cateteri venosi e tubi endotracheali, pertanto predisposti alla colonizzazione di organismi patogeni, tra cui principalmente Staphylococci e Candida spp. [3]. D’altra parte, in epoca neonatale, ed in particolare tra i neonati di peso molto basso alla nascita, la durata di ospedalizzazione in terapia intensiva aumenta in funzione dell’insorgenza di infezioni, rappresentando quindi un importante fattore associato ai costi socio-sanitari. La ricerca di nuovi mezzi per ridurre ulteriormente l’incidenza delle sepsi nosocomiali nelle UTIN, in particolare insorgenti alla nascita in caso di prematurità e/o basso peso alla nascita, è pertanto una priorità della ricerca clinica. Tra le nuove e promettenti strategie sviluppate in particolare per questa categoria di soggetti a rischio, ovvero i neonati pretermine e/o di basso peso alla nascita ricoverati nelle terapie intensive, rientra la somministrazione orale di lattoferrina.

Uno studio multicentrico, prospettico, in doppio cieco, placebo controllato e randomizzato, realizzato da Manzoni P e colleghi nel 2009 [6] ha evidenziato gli effetti dell’uso della lattoferrina bovina in neonati di basso peso alla nascita a rischio di sepsi neonatale, afferenti a 11 Terapie Intensive Neonatali. L’incidenza delle infezioni tardive è risultata significativamente più bassa rispetto al placebo, in particolare nel gruppo dei neonati di peso alla nascita estremamente basso. Il gruppo trattato con lattoferrina inoltre si è caratterizzato anche per una ridotta mortalità associata alla sepsi (0% vs 4,8%), rispetto al placebo.

La Sistematic Review [8] del 2011 ha valutato in prima istanza la sicurezza e l’efficacia della lattoferrina nella prevenzione della sepsi e della NEC, in trial clinici selezionati effettuati su neonati pretermine, ospedalizzati, di età gestazione al di sotto di 37 settimane, e di peso alla nascita < 1500 g. Nessun evento avverso è stato registrato, nel breve termine (4-6 settimane). D’altra parte, in termini di efficacia, la somministrazione orale di lattoferrina riduceva l’incidenza di sepsi tardiva, in particolare di natura fungina, in neonati di basso peso alla nascita, in particolare quelli con peso estremamente basso.

Un successivo trial del 2014 [16] ha infine concluso che la somministrazione orale di lattoferrina bovina non solo riduceva l’incidenza di sepsi tardiva nei neonati VLBW, ma ne riduceva anche l'incidenza di NEC e la mortalità ad essa correlata.

Sicurezza d'uso

La Scientific Opinion on bovine lactoferrin (EFSA Journal 2012;10(5):2701) [9] dichiara la sicurezza d’uso della lattoferrina bovina come ingrediente di integratori alimentari, formule per lattanti e di crescita, alimenti a fine medici speciali (AFMS) e altri alimenti, per l’uso da parte dei bambini e degli adulti.

La lattoferrina bovina è inoltre nota come sostanza generalmente riconosciuta sicura (GRAS; generally recognised as safe) dalla FDA americana che non riporta dati di tossicità sull’uomo.

 
Dicofarm
 
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